L'estrazione di un dente si rende necessaria quando non è più recuperabile per una frattura, una carie molto profonda, una mobilità grave dovuta alla malattia parodontale, oppure per motivi ortodontici.
I denti del giudizio
Quando un dente del giudizio non ha spazio per spuntare del tutto o è in una posizione anomala, la gengiva che lo ricopre si infiamma facilmente. Questa infiammazione si chiama pericoronarite. I sintomi tipici sono:
- dolore in fondo alla bocca, che spesso si irradia all'orecchio;
- difficoltà a deglutire;
- difficoltà ad aprire la bocca;
- gonfiore e alito cattivo.
In questi casi, o per prevenire problemi ricorrenti, può essere indicato togliere il dente.
L'estrazione dei denti del giudizio inferiori
Le radici dei denti del giudizio inferiori sono spesso vicine al nervo alveolare inferiore, che dà la sensibilità al labbro inferiore e al mento. Per questo prima dell'intervento valutiamo attentamente la radiografia panoramica e, se serve, la TAC.
L'intervento si esegue in anestesia locale. Quando è necessario separare il dente o rimuovere osso utilizziamo strumenti piezoelettrici, che lavorano con grande precisione e rispettano i tessuti molli.
Domande frequenti
I denti del giudizio vanno sempre tolti?
No. Se sono spuntati bene, si possono pulire e non danno problemi, si possono tenere. L'estrazione si valuta quando causano infezioni ripetute, carie, danni al dente vicino o cisti.
Quanto dura il gonfiore dopo l'estrazione?
Gonfiore e fastidio sono più evidenti nei primi due o tre giorni e poi si riducono. Ti diamo indicazioni scritte su ghiaccio, farmaci, alimentazione e pulizia.
Cosa non fare dopo un'estrazione?
Nelle prime 24 ore evita di sciacquare con forza, di fumare e di succhiare con la cannuccia, per non disturbare il coagulo che si forma nella ferita.
Testo a cura del Dott. Simone Crisciani, odontoiatra. Aggiornato il 26 ottobre 2026. Le informazioni sono generali e non sostituiscono la visita.
